Varie e curiosità

Perché quello di Evelyn McHale è considerato il “suicidio più bello del mondo”?

Per il contesto in cui avvenne, per come fu immortalato e per il suo impatto sulla cultura pop negli anni a venire.

Premesso che non c’è nulla di onorevole, eroico o glorioso nel togliersi la vita, il suicidio di Evelyn McHale, avvenuto il 1 Maggio nel 1947 ha del… poetico.

La storia di Evelyn McHale

La vita di Evelyn prima della sua tragica morte è largamente sconosciuta. Nacque a Berkeley, dai genitori Vincent e Helen McHale. Era una degli otto fratelli e sorelle. Intorno al 1930, Evelyn e i suoi fratelli e sorelle si trasferirono a New York con il padre dopo il divorzio dei suoi genitori.

Evelyn faceva parte del Women’s Army Corps al liceo ed era di stanza a Jefferson City, nel Missouri. Tornò a New York e visse con suo fratello e sua cognata fino alla sua morte.
Lavorò presso la Kitab Engraving Company a Manhattan come amministrativa. Qui incontrò il suo fidanzato, Barry Rhodes. Barry era uno studente universitario precedentemente congedato dall’aeronautica americana. Evelyn e Barry avevano programmato il loro matrimonio per il Giugno 1947 e avrebbero tenuto la cerimonia a casa del fratello di Barry a Troy, New York.

Il suicidio di Evelyn McHale

La mattina della sua morte, 1 Maggio 1947, Evelyn si recò all’Empire State Building e si diresse verso il punto più alto dell’edificio, il ponte di osservazione posto all’86° piano. Si tolse il cappotto, lo posò sulla ringhiera e poi scrisse un biglietto, che lasciò accanto al cappotto.

I don’t want anyone in or out of my family to see any part of me. Could you destroy my body by cremation? I beg of you and my family — don’t have any service for me or remembrance for me. My fiance asked me to marry him in June. I don’t think I would make a good wife for anybody. He is much better off without me. Tell my father, I have too many of my mother’s tendencies.

Evelyn McHale, 1 Maggio 1947

Traduzione libera e non letterale (redazione Virtua Salute):

Voglio che nessuno, che sia o non sia della mia famiglia veda il mio corpo. Vi chiedo di distruggere il mio corpo con la cremazione. Prego chi troverà il mio corpo e la mia famiglia: non fatemi un funerale e non ricordatemi. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a Giugno. Non credo che sarei una buona moglie per nessuno. Sta molto meglio senza di me. Ditelo a mio padre, ho troppe tendenze simili a mia madre.

Una guardia di sicurezza, a pochi metri di distanza, non notò Evelyn salire sulla ringhiera e lanciarsi nel vuoto. Il corpo della giovane donna atterrò sul tetto di un’auto parcheggiata, una limousine Cadillac dell’Ambasciata delle Nazioni Unite.

La foto che rimase nella storia

A volte è il caso, niente meno che trovarsi nel posto nel momento giusto, a permettere ad un uomo di rimanere nella Storia. E’ ciò che avvenne pochi minuti dopo al giovane studente Robert C. Wiles. L’uomo si trovava a pochi passi dall’Empire State Building pochi istanti dopo lo schianto di Evelyn e, attirato dalla folla che si accalcava nei pressi della macchina, estrasse la macchina fotografica.

Ciò che ne seguì è storia: la foto del “The Most Beautiful Suicide“.

La foto fu scattata all’incirca 4 minuti dopo la morte di Evelyn. Lo stesso mese (12 Maggio 1947) fu pubblicata sul TIME Magazine come “foto della settimana”, ed è considerata una delle foto più iconiche del 20° secolo.

Sì, se pensate che non sia una morte reale… non siete gli unici!

La foto ritrae realmente Evelyn McHale 4 minuti dopo la sua morte dopo un salto di 86 piani e lo schianto sul tetto di un auto. Eppure il corpo, in apparenza integro, la posizione, l’espressione serena del viso, hanno dato vita negli anni a teorie alternative secondo le quali la foto sia in realtà una “ricostruzione” che ha in realtà l’intento di rendere romantico il suicidio.

In realtà, questa foto immortala il momento estremamente triste, disperato, di una donna insicura di poter amare il proprio futuro marito ed essere una degna madre.

L’impatto sulla cultura POP

Il suicidio, nei media, è largamente censurato. Salvo che non riguardi personaggi pubblici, la tendenza è non darne notizia. Principalmente per evitare fenomeni di emulazione.

Ma erano anni diversi. La storia dietro questa foto e la qualità dello scatto ebbero avuto un fortissimo impatto nella cultura negli anni a venire.

Per citarne alcuni, l’artista Andy Warhol utilizzò una versione stilizzata della foto nella stampa “Fallen Body” del 1963. David Bowie, nel video della canzone “Jump They Say” (1993) riprende in un fotogramma se stesso nella stessa posizione di Evelyn McHale.

Una versione “Cartoon” della foto è inserita nella copertina dell’album: “Backspacer” dei Pearl Jam (2009).


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