Il semaglutide (un farmaco per il trattamento del diabete tipo 2) simula l’ormone GLP-1 che presiede al controllo della glicemia e alla sensazione di sazietà.
L’ormone GLP-1 è prodotto nell’intestino tenue e ha come finalità il controllo del tasso glicemico del sangue dopo l’assunzione di carboidrati. Inoltre, rallenta lo svuotamento gastrico per favorire e prolungare la sensazione di sazietà. Tuttavia, questo peptide ha un’efficacia molto breve (motivo per cui dopo un paio di ore si sente di nuovo fame) ed esiste un enzima specializzato, il DPP-4, che ne accelera il degrado.
Il semaglutide è un farmaco che “imita” l’ormone GLP-1, ma è studiato affinché abbia un’emivita più lunga e sia più resistente al DPP-4. In questo modo il senso di sazietà avviene prima (si assume meno cibo) e rimane prolungato nel tempo (non viene voglia di fare snack e spuntini). Studi scientifici ne certificano l’efficacia, specie se in abbinamento a dieta ipocalorica e terapia cognitivo-comportamentale.
Ricordiamo, comunque, che è un farmaco che va assunto solo sotto stretto controllo del proprio medico curante.
Per una panoramica sul semaglutide, abbiamo recentemente pubblicato un approfondimento su Virtua Salute Magazine: “Semaglutide per dimagrire: come funziona?“